Trucco Permanente vs Luce Solare
Come diventerà
il vostro trucco permanente quest’estate?
Di Ennio ORSINI – extreme make-up
artist
Una delle prime indicazioni che viene data
dagli operatori pigmentisti, a chi si
sottopone ad un trucco permanente, è quella
di evitare esposizioni dirette al sole,
specialmente appena dopo eseguito tale
lavoro.
Come in nessun’altra disciplina estetica,
nella micropigmentazione la luce gioca un
ruolo fondamentale!
Il principio funzionale impiegato, qui non
viene applicato sui volumi, ma dentro.
Questo porta inevitabilmente ad una serie di
importanti conseguenze, quindi alla
necessità di stabilire altre nuove regole e
fare differenti considerazioni.
Un dermopigmentista deve contemplare molto
di più di un truccatore, l’esposizione del
suo lavoro alla luce solare.
Per esempio: un qualsiasi ombretto,
applicato su una palpebra, non andrà a
modificare la sua composizione chimica se
esposto alla luce, non per un irradiamento
così poco prolungato. La vita di un trucco è
breve, dura sicuramente meno di 24 ore, o
forse qualcosa di più nella notte di
capodanno! Ciò che può variare non è altro
che la sua percezione cromatica, al cambiare
della fonte luminosa che lo mette in
evidenza. Con l’arrivo dell’estate il
truccatore mette appunto degli
opinabilissimi accostamenti cromatici, in
considerazione della variazione
dell’incarnato, i più audaci si spingono in
interpretazioni emozionali dettate dai
“colori della stagione”, insomma tutto poi
confluisce in un concetto sintetizzato
perfettamente dalla tipica espressione: “Il
trucco per l’estate”.
Purtroppo il dermopigmentista si avvicenda
ai mesi più caldi con la mente meno
spensierata! Cosa succederà adesso ai
pigmenti spinti nel derma, con una
esposizione prolungata al sole?
Nelle regole del trucco permanente, il
pigmento è meno autoritario, nonché più
mutevole. In questa disciplina i colori
impiegati obbediscono e si inginocchiano ai
dei cambiamenti fisiologici della pelle,
nonché a potenti modificazioni fotochimiche.
Appena sotto la lamina dermo-epidermica, la
vita della nube di pigmenti si prolunga nel
tempo, dando modo alla luce solare, (e non
solo alla luce visibile, ma anche ad altre
manifestazioni del campo elettromagnetico),
di svolgere su di essa, tre grandi tipi di
cambiamenti: Diretti, indiretti,
contributivi.
Tra i cambiamenti di tipo diretto, che la
luce visibile svolge sui pigmenti, c’è
sicuramente il fenomeno dello scurimento
degli ossidi di ferro rosso, giallo e del
diossido di titanio. E’ noto come nelle
miscele utilizzate per la pigmentazione
labiale, sia presente una più o meno elevata
quantità di rossi, gialli e bianchi. Se
bocche dermopigmentate con queste miscele,
vengono esposte violentemente ed
immediatamente al sole, senza essere
minimamente protette fisicamente e
chimicamente, il lavoro subirà un notevole e
rapido scurimento. Il tutto diventa molto
più preoccupante ed antiestetico, se il
suddetto lavoro viene investito dall’azione
di determinati laser impiegati in ambito
dermo-estetico. In quest’ultimo caso si nota
un vero e proprio annerimento della zona
trattata (fig.1).
Un altro fattore che deve essere considerato
in estate, è il viraggio del colore in
seguito a melanogenesi. Questa modificazione
rientra nei cambiamenti che la luce svolge
sui pigmenti indirettamente (secondo tipo).
In altre parole la preparazione colorante
che viene spinta nel derma, viene coperta e
filtrata da uno strato di epidermide,
colorato dalla melanina. Più ci si abbronza
e più quel determinato sopracciglio virerà
nel marrone-rossiccio o nel
marrone-giallastro (fig.2). Ovviamente, in
questo caso, la luce non và a modificare il
pigmento impiantato, ma il colore del
tessuto sovrastante. Il risultato
percettibile sarà quindi la risultante del
colore da noi scelto, più la soggettiva
abbronzatura dell’individuo in oggetto.
Questa seconda tipologia di modificazione
indiretta ad opera della luce, è molto
importante e va seriamente considerata nel
tatuaggio estetico. A dimostrazione di
quanto detto, prendiamo in esame una
copertura, con micropigmentazione, di una
macchia di vitiligine. Si potrebbe
constatare, che il risultato percettibile
ottenuto in estate, potrebbe risultare
disomogeneo rispetto al risultato invernale.
Il colore che è stato utilizzato per la
copertura, potrebbe rimanere invariato in
tutte le stagioni, ma la pelle circostante
si scurirà nei mesi assolati facendolo
sembrare diverso. Va detto che questi
inconvenienti possono essere evitati,
seguendo opportuni corsi di formazione di
tatuaggio estetico (paramedicale).
Il terzo ed ultimo tipo di modificazione,
che la luce solare può svolgere su un trucco
permanente, è di origine contributivo. In
questa categoria rientrano tutti i processi
di mutazione del pigmento, che vengono
aiutati, indotti e completati
dall’esposizione al sole. Si pensi solo al
naturale processo di fagocitosi che
interessa un qualsiasi lavoro di trucco
permanente. Mi preme ricordare che questo
meccanismo è alla base della scomparsa nel
tempo dei trattamenti di micropigmentazione.
Ebbene, una esposizione spregiudicata ai
raggi solari (e di conseguenza anche alle
lampade abbronzanti), può stimolare ed
accelerare tale degradamento. Il concetto
qui è: Più ti abbronzi, più il tuo trucco
permanente sparirà velocemente.
Un altro fenomeno appartenente alla
categoria delle modificazioni che la luce
contribuisce a svolgere, è sicuramente la
scomposizione dei neri ed il relativo
conseguente viraggio in blu. (fig.3).
In conclusione possiamo affermare
tranquillamente che la luce solare è nemica
dei tanto bramati e costosi trucchi
permanenti. Dovendo dare un consiglio atto a
preservare ed allungare la vita delle vostre
sopracciglia tatuate, punterei sulla
semplicità: Questa estate proteggete il
vostro trucco permanente, con delle creme
solari protettive, ed inoltre evitate di
prendere sole nelle ore di punta…. e già che
ci siete, estendete il massaggino con lo
schermo solare anche sul viso, e perché no,
sul corpo. Vedrete che, non solo il trucco
permanente, ma anche la vostra pelle vi
ringrazierà. |